La politica italiana e l’autoproduzione di cannabis

Autoproduzione domestica della cannabis in Italia è un tema molto sottile che va risolto al più presto.

L’articolo oggetto dello scontro è il 73 cioè il testo unico sulle droghe.

Riccardo Magi (Radicali liberi) è il primo firmatario di un disegno di legge sostenuto da tutti i parlamentari che hanno aderito all’intergruppo per la legalizzazione. Il suo disegno di legge punta all’autoproduzione di cannabis, elimina pene e le sanzioni, oltre a rafforzare l’attenuante della lieve entità per il traffico e il possesso.

Riccardo Molinari (Lega) propone invece l’ aumento delle pene in caso di lieve entità relative a coltivo, spaccio e possesso, in questi casi si prevede l’arresto per fragranza di reato. Inoltre vuole eliminare lo sconto di pena con modi diverss al carcere.

 Meglio Legale da un anno media tra istituzioni e cittadini per aprire un dibattito e discutere i temi come la legalizzazione della cannabis. Uno degli obiettivi è fare pressione sulla politica. Meglio Legale è sostenuta da 30 associazioni che ricordano come nel dicembre del 2019 le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno stabilito che la coltivazione domestica di cannabis ad uso personale non costituisce reato.

Questa sentenza è il primo passo importante che permetterebbe di non rivolgersi più alla criminalità organizzata Successivamente si svuoterebbero le carceri, questo significa la fine di inutili procedimenti e soprattutto la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Questo permetterebbe di utilizzare la cannabis a livello terapeutico a chi ne ha bisogno.

Firma la petizione di Iocoltivo per dare una svolta alla storia della cannabis in Italia nel link qui sotto.

La storia di Walter

Walter De Benedetto è un paziente affetto da artrite reumatoide che in passato ha chiesto un aumento della cannabis che gli veniva già fornita dall’ Asl, ma senza mai ottenere risposta. Non volendo acquistare la cannabis nel mercato nero ha deciso di coltivare la cannabis grazie all’aiuto di un amico.  Ad oggi Walter  è sotto processo per la coltivazione di sostanza stupefacente  e rischia fino a 6 anni di carcere. Assurdo non vi pare ?. Questo processo ha portato a un forte coinvolgimento dalla società civile.  

Riccardo Magi ha aderito alla campagna disobbedienza civile e ha donato a Walter le infiorescenze coltivate durante “iocoltivo” per poi autodenunciarsi. Una mobilitazione che però non ha evitato il processo che vedrà Walter come imputato nella prossima udienza prevista il 27 aprile.

Per evitare una pena non giusta e aiutare Walter, firma nel link qui sotto.

L’autoproduzione di cannabis in Italia è un reato, ma in Paesi come il Canada (dal 2001) è legale. Gli ultimi dati dicono che ci sono più di 43mila pazienti autorizzati che coltivano le proprie piante o delegano qualcuno farlo. Meglio Legale dice che molti degli esperti chiamati in causa hanno messo in rilievo gli aspetti positivi della legalizzazione, ve ne riportiamo alcuni:

– lotta alla criminalità 

– minore pressione sulle forze dell’ordine e sul sistema della giudiziario

-migliore sicurezza e aumento della sanità nazionale

Roberto Cafiero De Raho procuratore antimafia afferma che l’uso personale riduce il consumo di droghe leggere di rivolgersi ai criminali, e toglie al mal affare una grossa fetta di mercato.

Antonella Soldo  coordina la campagna Meglio Legale e spera che questa nuovo governo darà la priorità all’autoproduzione di cannabis domestica.

Articolo redatto dal Team CBDitta


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