CANAPA INDUSTRIALE ? QUALI SONO I SUOI UTILIZZI?

Pubblicato da CBDitta Team il

canapa industriale

La canapa industriale definita anche maschio, è la pianta di marijuana che produce semi al posto dei classici fiori (bud). Queste particolari genetiche sono definite industriali perché la fibra del tronco e dei rami è estratta e trasformata in vari materiali come carta, plastica, tessuti, mattoni, pellet.

Ricordiamo ai lettori che la diffusione della canapa nel mondo ha origini antiche. La carta e le corde di canapa erano già utilizzate in Cina 2000 anni.

In Italia, la canapa industriale era diffusa molto fino agli anni 30′, impiegata nel settore tessile e marinaro era un importante risorsa per la nazione, grazie alle facili colture, alla resistenza del materiale e ai suoi infiniti utilizzi. Dopo questo periodo, quando iniziò il proibizionismo in America e si diffuse successivamente in Europa, la canapa non venne più coltivata.

Solo nell’ultimo decennio si è ripreso a produrre questa fantastica pianta, grazie alla consapevolezza della sua versatilità. Si è sviluppata infatti una vera è propria filiera, sempre più aziende agricole e imprese stanno convertendo le loro produzioni con la Canapa.

QUALI SONO GLI UTILIZZI DELLA CANAPA INDUSTRIALE ?

Con la tecnologia attuale, possiamo estratte e trasformare le diverse parti della pianta di marijuana in diverse sostanze:

-ad uso alimentare, come la farina e l’olio di canapa, ricche di proteine, omega3 e omega6.

– uso edile, come i mattoni, che vanta proprietà di massa e isolamento termico

– utilizzo tessile, come tessuti e corde, qualità e resistenza del materiale.

– uso chimico, come la plastica, si degrada nell’ambiente in 6 mesi, rispetto alla plastica tradizionale che impiega più di 450 anni per degradarsi del tutto.

– ad uso termico, come il pellet chiamato anche canapulo, questo prodotto ha prestazioni migliori rispetto al miglior legno di pellet presente in circolazione, brucia più lentamente e ha un potere calorifero importante, 5kWh/kg.

QUALI SONO I BENEFICI PER IL PIANTE NEL COLTIVARE LA CANAPA?

Come tutte le piante, anche quelle di cannabis producono ossigeno durante la fotosintesi e espellono anidride carbonica durante la notte. Questa è una delle principali soluzioni per combattere il cambiamento climatico e risanare l’aria, contaminata da infinite sostanze nocive, smog e polveri sottili. Questo concetto è abbastanza chiaro a tutti, quello che non si sa è che i principali fattori che determinano la canapa come soluzione ai cambiamenti climatici sono questi:

-un ettaro di canapa produce il 25% in più dell’ossigeno rispetto a 10000 metri quadri di foresta;

-le piante di cannabis crescono in 6 mesi, a differenza di un albero di una foresta che impiega dai 100 ai 10 anni in base alla tecnica di coltivazione utilizzata;

– nuovi studi affermano che 1 ettaro di canapa assorbe la CO2 dalle 8 alle 22 volte in più rispetto a un qualsiasi tipo bosco;

-Per coltivare la cannabis serve poca acqua e pochi conservanti e pesticidi, quindi meno giri dei trattori e meno inquinamento.

-un altro importante fattore è la carta, se utilizzassimo solo quella di canapa, contrasteremo il disboscamento delle foreste e avremmo un pianeta più verde e di conseguenza più sano;

-uno dei vantaggi di questa coltura è che le radici di canapa industriale rivitalizzano il terreno, al contrario di molte piante che prosciugano le sostanze nutritive e rendono il suolo inutilizzabile per anni;

LA FITOBONICA DEI TERRENI INQUINATI CON LE PIANTE DI CANAPA

Le piante di cannabis sativa attraverso le radici, grazie al processo naturale della Fitobonifica. Questo processo permette alla pianta di assorbire dal terreno la diossina e i metalli pesanti, prodotti delle industrie. La fito estrazione dei metalli pesante con la coltivazione della canapa è una tra le più valide soluzioni, per bonificare terreni come ad esempio la terra dei fuochi. Questa proprietà della marjiuana per l’estrazione dei metalli pesanti si chiama phytotemediaton, ed è stata utilizzata anche a Chernobyl, dopo il disastro nucleare. In italia, attualmente, sono quattro i siti bonificati, grazie alla coltivazione della marijuana legale. Tutto questo è permesso dalla legge 242/16, che promuove lo sviluppo della filiera agroindustriale della cannabis light.

Le coltivazione della cannabis per la bonifica dei terreni inquinati, sono ufficialmente promosse anche dalle stato italiano.

Per rimuovere le tossine dal terreno basterà semplicemente rimuovere le piante, senza dover togliere lo strato di terreno contaminato, quindi meno peso e meno consumo di carburante per il trasporto in discarica. La canapa è capace di crescere senza essere influenzata dai veleni e metalli che assorbe, riuscendo a legare i composti contaminanti dall’aria e dal suolo.

COME SMALTIRE LE PIANTE INQUINATE

Uno dei problemi, è come smaltire le piante di canapa contaminate. Una valida alternativa potrebbe essere l’utilizzo dei semi per produrre biodisel. Nei semi della cannabis è costituito il 36% di olio che si potrebbe impiegare per la produzione di oli industrali e biodisel. La coltura energica attraverso la marijuana potrebbe essere una tra le più affascinanti alternativa. Le piante contaminate, potrebbero essere usate per la produzione di energia nelle centrali termoelettriche. E tramite una tecnica, chiamata phytomining, si potrebbero recuperare i metalli pesanti dalle ceneri.

CONCLUSIONI

La canapa sativa è e sarà di vitale importanza per la conversione ecologica delle industrie e dell’economia, questo permetterà di pulire il pianeta e restituire la salute e vita alle persone.

In conclusione, questa è la pianta che in un futuro, non troppo lontano, ci aiuterà a combattere molte delle nostre problematiche attuali e future. Facciamo informazione ! Salviamo il nostro pianeta !

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