WhatsApp
Chatta con noi!

IL CBD NEL CERVELLO COME AGISCE

il cbd nel cervello

Innanzitutto, il cbd nel cervello ha un’azione neuroprotettiva ossia protegge i neuroni dall’invecchiamento che può essere causato da molti fattori tra cui malattie o stress cronico.

Inoltre, l’azione antinfiammatoria del cannabidiolo aiuta a combattere i radicali liberi. Questi ultimi sono una delle prime cause degenerative dei neuroni e di problematiche neurologiche come l’ansia, la depressione e il cattivo umore.

La capacità di questo cannabinoide di interagire con il SEC, ovvero il sistema endocannabinoide aiuta il cervello a sviluppare nuovi neuroni, li protegge e non li fa morire prima del tempo.

L’azione indiretta del CBD sui recettori CB1 e CB2 del SEC agisce direttamente sulle funzioni cognitive come la memoria, l’umore e il sonno. Per questo motivo il cbd per dormire è l’ideale. Inoltre, è considerato uno dei migliori antidepressivi naturali proprio perché stimola la produzione di serotonina migliorando l’umore.

Affermare che la marijuana brucia il cervello e uccide i neuroni demonizzando così questa pianta è falso.

Sempre più studi dimostrano che le principali cause della morte prematura dei neuroni oltre alle malattie sono l’alcool, il fumo e la vita sedentaria.

Le nuove cure che utilizzano il cbd per trattare alcune malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e la demenza di Alzheimer si stanno rivelando efficaci. Infatti la proprietà neuroprotettiva del CBD limita il progredirsi di tali malattie.

IL CBD NEL CERVELLO MIGLIORA LA CONCENTRAZIONE

La marijuana e i suoi componenti, tra cui il CBD, quando agiscono nel cervello, aiutano ad aumentare la concentrazione e la memoria poiché stimolano la produzione di dopamina.

La dopamina, conosciuta anche come “l’ormone della felicità“, è un neurotrasmettitore che genera stati di benessere e di piacere. Così facendo migliora la concentrazione e si rafforzano i circuiti neuronali (sinapsi) potenziando la memoria.

Per queste ragioni gli oli CBD a base di cannabis potrebbero essere anche efficaci per trattare i problemi legati al disturbo da deficit dell’attenzione e l’iperattività (ADHD).

In conclusione, le ricerche scientifiche sulla marijuana stanno svelando sempre di più le proprietà terapeutiche dei cannabinoidi che si posso applicare per il trattamento di molte malattie.

 

 

 

L'autore

CBDitta Team

Matteo è un cultore della cannabis, studia da anni i componenti della marijuana e i suoi benefici; si occupa della realizzazione di articoli approfonditi presenti nel blog CBDitta.


Post che potrebbero interessarti

0