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IL RASTAFARESIMO

il rastafaresimo

Il rastafaresimo è una religione che ha radici antiche e proviene dall’Africa nord orientale, più precisamente dall’Etiopia.

Il termine Rastafari deriva da Ras Tafari che è il nome di battesimo dell’imperatore Etiope Hailié Selassié e la sua dinastia è considerata la più antica al mondo. Il nome in lingua aramaica significa il potere della Santa Trinità e Tafari il capo da temere. Per la religione rasta Dio è chiamato Jah.

La religione rastafari ha origini molto antiche che risalgono all’epoca salomonica.

Inizialmente, il movimento rasta prese forma con il profeta Marcus Garvey, uno scrittore giamaicano che dedicò la sua vita a combattere contro le condizioni disumane delle persone di colore in America. Questo scrittore è considerato il profeta rasta poiché predico la profezia del ritorno di un re nero in Africa che riuscirà ad eliminare il colonialismo e a preparare il ritorno di molti africani estirpati dalla loro terra a causa dello schiavismo.

Quando avvenne l’incoronazione di Hailié Selassié nel 1930 in Etiopia, le persone videro avverarsi la profezia e fu così che nacque la religione del rastafaresimo.

Tra i più famosi filosofi rasta troviamo Mortimo Planno, amico, guida spirituale e religiosa di Bob Marley. Esso divenne famoso per aver fatto da moderatore con la folla impazzita durante la “Sacra Visita” dell’imperatore Hailé Selassié in Jamaica.

Si diffuse successivamente nel resto del mondo, nell’era moderna, grazie alla cultura reggae e ai suoi cantanti più famosi come Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailers, e Lee Scratch Perry che insieme formavano i leggendari The Wailers.

Ma perché la religione rasta ha origini in epoca salomonica? Il Kebra Nagast ha le risposte che cerchiamo.

Kebra Nagast la bibbia della religione Rastafari

Il Kebra Nagast, conosciuta anche come la Gloria dei Re, è un antico libro etiope scritto in amarico considerato sacro non solo dai rasta ma anche da molte religioni etiopi.

Questo testo narra i fatti storici più importanti avvenuti ai tempi della regina di Saba d’Etiopia. Pensate che tale libro in Italia è stato censurato dalla chiesa fino al 2008. In altri stati invece era già stato tradotto e in libera circolazione dal 1930, come ad esempio in Inghilterra. I motivi di questa censura sono molti tra cui la campagna coloniale italiana in Abissinia, ossia l’attuale Etiopia. Durante la campagna iniziata nel 1935, l’Italia ha commesso dei crimini di guerra utilizzando gas contro la popolazione Etiope.

La bibbia dei rastafariani ci narra che la regina di Etiopia, affascinata dalle storie della saggezza del re Salomone, affrontò il viaggio fino a Gerusalemme per conoscerlo. Durante il loro incontro questi ultimi ebbero dei rapporti intimi.

La Gloria degli Dei conferma che la regina di Saba ebbe un figlio dal re Salomone, Menelik I. Quando raggiunse la maggiore età Manelik I volle andare a conoscere suo padre Salomone a Gerusalemme. La regina non era molto d’accordo a far intraprendere quel faticoso viaggio. All’arrivo a Gerusalemme il re Salomone riconobbe subito Menelik I perché assomigliava a suo padre, il re Davide.

Dopo la morte della regina Makeda fu incoronato re suo figlio Menelik I e la loro dinastia regnò in Etiopia fino ai giorni moderni con l’ultimo imperatore Hailé Selassié.

Zion l’Arca dell’Alleanza

Menelik I rimase qualche settimana a Gerusalemme ed escogitò un piano; creare una copia dell’arca dell’alleanza per rubarla e portare con sé quella originale. Nella Bibbia è chiaramente indicato che con l’arca dell’alleanza, il viaggio di ritorno in Etiopia durò pochi giorni.

Quindi possiamo supporre, tra le varie leggende, che l’Arca dell’Alleanza oltre che ad essere il tabernacolo della legge di Dio, quest’ultima potrebbe essere una stata utilizzata come arma, trasmettitore e mezzo di trasporto. Nella religione rasta si identifica l’Arca dell’Alleanza con il nome di Zion.

Zion potrebbe essere trovarsi ad Axum l’antica capitale del regno Etiope e attualmente trovarsi nella chiesa di Nostra Signora Maria di Sion. Ancora oggi i monaci Copti sorvegliano l’ingresso giorno e notte a costo di dare la loro vita pur di proteggere l’entrata.

Ad Axum sono presenti moltissimi obelischi in granito alti più di 20 metri che nell’antichità potrebbero essere stati utilizzati come parafulmini per immagazzinare l’energia elettrica proprio come l’Arca.

Tra gli obelischi più famosi troviamo la Stele di Axum trafugata dall’Italia nel 1937 e portata a Roma nella piazza di Porta Capena, in seguito fu restituita nel 2005 all’Etiopa. Ricordiamo che Roma è la città con più obelischi al mondo.

Ci potrebbe essere forse una connessione tra Zion e gli obelischi.

Le domande che sorgono sono molte: perché l’Italia si è spinta fino in Abissinia? Cercava forse l’Arca dell’Alleanza? Perché hanno preso quell’obelisco?

Sicuramente non potremmo avere risposte certe a queste domande, ma si può riflettere su una probabile attendibilità della Gloria dei Re a seguito di tutti questi indizi.

Quali sono le tradizioni e le usanze dei rasta?

Per il rastafaresimo il negus Hailé Selassié è la Parusia cioè la seconda venuta di Gesù Cristo, ossia la reincarnazione di Dio Jah.

Il Re dei Re infatti è considerato il 227° discendente della stirpe di Isaia, ossia nonno di Salome, e di conseguenza della dinastia salomonide.

Uno dei simboli più importanti dei rastafari è il leone di Giuda. Il leone è il simbolo della tribù di Giuda, figlio di Giacobbe, che rappresenta la potenza, la virilità e la giustizia in natura ed è associato a Dio.

Nella bibbia dei rasta sono presenti molte indicazioni su quali sono le loro usanze e tradizioni.

L’usanza più comune possiamo identificarla nei dreadlocks. Si tratta di capelli intrecciati tra di loro fino a formare i famosi rasta. I capelli lunghi infatti sono simbolo di saggezza che richiamano la leggendaria conoscenza del Re Salomone.

Le cerimonie religiose dei rasta

Il Nyabingi, conosciuto anche come Grounation, è una grande riunione spirituale rasta che prende il nome dal movimento di guerriglia anti-coloniale dell’Uganda.

Questi rituali sono svolti dagli I-cent, ossia i più anziani. Durante queste cerimonie si riflette sulle problematiche attuali come la povertà e la libertà degli esseri umani.

Durante tali cerimonie si prega Jah suonando i tamburi chiamati in gergo Burri e si fuma la ganja nel Chalice, un’apposita pipa ad acqua ricavata dal bambù.

I messaggi del rastafaresimo sono quelli dell’amore verso il prossimo che molto spesso si scontra con il male, con i vizi e con la lussuria dell’umanità riferendosi a Babylon, ossia la città del peccato Babilonia. Questa città è associata alle città occidentali che si basano sul vile denaro.

I rasta considerano sacra la pianta di marijuana e fumano l’erba nei cerimoniali come forma di preghiera. Si dice che le piante di marijuana, considerate simbolo di saggezza, crescessero sulla tomba del re Salomone. Tali piante sono inoltre riconosciute, all’interno del giardino dell’Eden, come piante della vita.

In conclusione, se cerchi risposte sulla religione del rastafaresimo ti consigliamo di leggere il Kebra Nagast e cercare indizi nei testi della musica reggae. Rimane una coltre di mistero e fascino su questa religione correlata alla pianta di cannabis e all’arca dell’alleanza, la più famosa reliquia del mondo antico che affascina le generazioni passate e affascinerà quelle che verranno.

 

 

 

 

L'autore

CBDitta Team

Matteo è un cultore della cannabis, studia da anni i componenti della marijuana e i suoi benefici; si occupa della realizzazione di articoli approfonditi presenti nel blog CBDitta.


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